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L’acero

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E poi ci spogliamo,
come alberi d’autunno,
per rivestirci con le stesse foglie
che lasciammo cadere,
laceri abiti che ci rattoppiamo addosso
nell’attesa di un vento gelido
che copra i rami di neve, spazzando ogni cosa.

Braccia verso il cielo
dalle quali spuntano germogli
ad alimentare il cuore
e battiti, soffi di vita,
sogni, parole nuove.

Poi corri, ti fermi e respiri,
corri ancora, ti fermi a pregare.

I sentieri si popolano di falsi sorrisi,
di suoni allungati,
di braccia che ti stringono forte,
di occhi che scrutano dentro
e baci sul cuore.

E mentre ti scivola addosso
la valanga che cresce,
cerchi di sole nascosti dietro nuvole bianche
e notti di stelle,
mani che scivolano su un corpo
scudo, prigione che libera l’anima.

E i sogni volano intorno ai pensieri,
con le mani li sfiori,
poi corri, ti fermi ad amare,
corri ancora, e ti fermi a sognare.

 

Al di là del mare, Dialoghi DiVersi, 2018
~ Anna Ciardullo Villapiana ©


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